Cos’è la blockchain. In parole semplici

Cos’è la blockchain. In parole semplici

Sono sicuro che hai già cercato tante volte su google “cos’è la blockchain”, “a cosa serve la blockchain” o qualcosa di simile. Hai letto e riletto ma poi rimane sempre un argomento fumoso, e magari c’è qualcosa che non ti torna.

Come ti sarai già accorto per esperienza diretta, è difficile riassumere in un solo post cos’è la blockchain, e per cosa può essere utile. 

Possiamo però provare ad approfondire insieme l’argomento un pezzo alla volta e nel modo più semplice possibile, iniziando un percorso alla scoperta di questa tecnologia. Partiamo quindi dalle basi e da questo post.  

Iniziamo dalla domanda principale: cos’è la blockchain? Proviamo a dare una visuale dall’alto. 

Il modo migliore per rispondere alla domanda è sfruttare una semplice analogia e analizzare qualche esempio concreto nel mondo reale. 

INDICE ARGOMENTI

1) Cos'è la blockchain? Immagina una specie di Twitter

Cominciamo subito con un’analogia che ti può aiutare a visualizzare il concetto di blockchain. Immagina la blockchain come una specie di Twitter: un semplice registro di brevi messaggi consecutivi tra loro.

Ma nel nostro caso sarebbe un Twitter un po’ speciale.

Perché speciale? Perché sarebbe un Twitter fatto in questo modo:

  • senza nessuna società che lo gestisce
  • in cui tutti possono inviare messaggi anche senza essere registrati, in forma anonima o pseudonima
  • non censurabile, ovvero nessuno può impedire che qualcun altro invii un tweet
  • immutabile, ovvero nessuno può cancellare o modificare i tweet precedenti, né i propri né quelli degli altri)
  • senza una localizzazione geografica precisa, in quanto questo Twitter non si troverebbe in nessun posto particolare, ma sarebbe distribuito su migliaia di copie gestite dagli utenti di tutto il mondo

A questo punto ti potrebbero sorgere alcune domande:

  • Ma se non è presente una società che lo gestisce, tutti hanno diritto, anche in forma anonima, di aggiungervi contenuti, e non esiste una copia privilegiata, bensì è distribuito in tutto il mondo, come è possibile che gli utenti siano d’accordo sulla storia dei tweet (ad esempio, il loro ordine) in ogni istante?
  • Cosa accadrebbe se alcuni utenti dicessero che viene prima un tweet A, e gli altri che invece viene prima un altro tweet B?
  • Chi si occuperebbe di metterli d’accordo?

Questo è proprio il punto chiave, la magia, che riguarda il protocollo di consenso introdotto nel sistema blockchain ad opera del famigerato Satoshi Nakamoto, di cui avremo modo di parlare più approfonditamente nel corso di questo nostro percorso.

La blockchain è come twitter

A cosa serve questo Twitter?

Con questo Twitter magico a disposizione, cosa potremmo fare?

Chiunque sia in possesso di un bene (fisico o virtuale) potrebbe cederne la proprietà semplicemente scrivendo un tweet di questo tipo: < Io, che sono in possesso dell’account da cui sto scrivendo, cedo il bene “Figurina di Lautaro” a chi è in possesso dell’account “INTER”.>

Ma come si può dimostrare di essere in possesso di un account, senza svelare la propria identità e soprattutto senza essersi registrati in precedenza?

Questa è la magia della crittografia (e della firma digitale, ma non preoccuparti, le vedremo entrambe in dettaglio nelle prossime puntate).

Una volta scritto il tweet, tutti possono leggerlo e quindi tutti sanno che è avvenuto il trasferimento di proprietà, ovvero che il bene che era in mio possesso (la figurina di Lautaro) è ora in possesso di INTER (o, ancora più precisamente, di chi possiede l’account INTER).

A questo punto è INTER a poter disporre del bene, ed eventualmente potrebbe cederlo a qualcun altro. Come? Con un altro tweet!

Abbiamo quindi sfruttato il nostro Twitter per implementare un sistema di trasferimento del valore (e quindi eventualmente anche di soldi, le criptovalute) decentralizzato, pseudonimo, immutabile e non censurabile.

Il sistema blockchain implementa quindi un meccanismo per trasferire del valore tra soggetti anonimi che ricorda il contante, solo che è digitale (e quindi ad esempio trasferibile a distanza). Per questo la blockchain viene spesso definita Internet of value.

Cosa vuol dire che la blockchain è l'Internet Of Value?

Tutto questo meccanismo non ti ricorda un po’ internet? Si è corretto. 

Così come internet permette la trasmissione di informazioni tra due agenti normali nel mondo, la blockchain permette lo scambio di valore tra 2 agenti connessi alla rete, a basso costo e velocemente. Per questo motivo ci si riferisce alle potenzialità della blockchain come alla possibilità di creare un Internet of Value. 

Ma c’è qualcosa in più …

… oltre ad essere una sorta di cash digitale, il denaro sulla blockchain diventa anche programmabile! 

Cosa significa programmabile? Vuol dire che si possono scrivere dei programmi su blockchain che permettono di gestire trasferimenti di valore, con le stesse garanzie di immutabilità, non censurabilità e decentralizzazione.

Vediamo subito un altro esempio concreto.

Cos'è Etherisc

2) Un'applicazione reale di blockchain: il caso Etherisc

Cos’è Etherisc? Etherisc è un’assicurazione basata su blockchain Ethereum. 

Piccola parentesi qualora non avessi mai sentito parlare di Ethereum.

Ethereum è la seconda blockchain più grande al mondo subito dopo Bitcoin, di cui ha sicuramente sentito parlare. Nel momento in cui scriviamo questo articolo Ethereum ha una capitalizzazione di mercato di 23 miliardi di dollari. Ethereum ha una sua criptovaluta nominata ETH o Ether.

Quindi in quanto blockchain puoi sempre immaginare Ethereum come il nostro Twitter speciale. Torniamo a Etherisc.

Cos'è Etherisc e come funziona? Facciamo un esempio.

Compri un biglietto aereo da Milano a Dubai e poi compri l’assicurazione sul volo. 

Se il volo arriva in ritardo oltre i 45 minuti hai diritto al rimborso completo del biglietto aereo. 

Dove vengono scritte queste informazioni? 

Ovvero che hai depositato soldi per l’assicurazione su un certo volo e nel caso di ritardo hai diritto a rimborso?

Sul registro della blockchain Ethereum. 

Immagina un registro (simile al Twitter di prima) su cui viene scritto e reso pubblico (con un tweet) il fatto che hai speso dei soldi per comprare un’assicurazione sul biglietto aereo del volo da Milano a Dubai.

Come vengono però gestite le informazioni ed il contratto assicurativo? Chi garantisce che il rimborso verrà effettuato, in caso di ritardo? Tutte queste cose si possono fare con un programma su blockchain: uno Smart Contract.

Cos'è quindi uno Smart Contract?

Lo Smart contract è un codice che si trova su blockchain e che nel nostro caso direbbe: “se il volo arriva oltre 45 minuti di ritardo, rimborsa l’account che ha comprato questa assicurazione per questo volo con questo biglietto”.

Come posso essere sicuro che riceverò il rimborso?

Perché il “tweet” contenente il codice dello Smart Contract, ovvero l’impegno di chi l’ha scritto ad effettuare il rimborso, è stato pubblicato prima di quello col quale viene acquistata l’assicurazione. E con questo tweet, pubblico ed immutabile, “l’assicuratore” ha impegnato del valore a garanzia del contratto.

L’utente, prima di versare i soldi, può quindi controllare lo Smart Contract ed avere così la certezza del rimborso in caso di ritardo del volo.

Chi lo dice allo Smart Contract che il volo atterra in ritardo?

Bel problema!

Una possibile soluzione è quella di sfruttare un ente terzo (non legato alla compagnia aerea o a quella assicurativa), per esempio flightradar24, che scriva su blockchain (con un tweet) l’entità del ritardo nel momento stesso in cui si verifica.

Appena il volo atterra (in ritardo), lo Smart Contract riceve l’informazione da flightradar24.com, e provvede ad effettuare il rimborso che tu ricevi in automatico sul tuo account.

Ma come fa uno smart contract a mandarti del denaro: con un altro tweet! Ebbene sì, anche gli smart contract possono twittare!

Tutto questo significa che non devi preoccuparti di dimostrare che il volo è arrivato in ritardo per ricevere il rimborso. I passaggi sono tutti certificati automaticamente e pubblicamente sul registro della blockchain. E’ tutto tracciabile e chiunque, compreso te, può controllarne le transazioni.

Non ci crederai, ma tutto questo può funzionare (e funziona!) senza nessuna compagnia assicurativa che funga da intermediario.

Il tutto è gestito tramite smart contract e trasferimenti di valore su blockchain!

Per spiegarti bene come funzionano gli Smart Contract, proviamo a fare un altro esempio ancora più semplice.

Real Smart Contract

3) Blockchain e Black Friday: un esempio di Smart Contract

Immagina di trovarti nel mese di Novembre. Si sta avvicinando il Black Friday.

Per quest’anno hai deciso di non spendere soldi! Basta farsi prendere dalla smania dell’acquisto di impulso delle super offerte super scontate. Portafogli chiuso.

Come fai a chiudere il portafogli e non spendere soldi per il Black Friday?

1  – Puoi cercare di resistere solo grazie alla tua forza di volontà. Romantico ma poco reale. Se arriva quella mail con quella offerta che ti interessa particolarmente, il rischio di cadere in tentazione e di spendere i tuoi soldi è davvero alto.

2 – Puoi affidare tutto al tuo migliore amico. Ti fai dare l’IBAN del tuo migliore amico e gli mandi tutti i tuoi soldi con un bonifico per la settimana del Black Friday.

Quest’opzione ha però almeno due implicazioni alla base:

a – La prima è che ti fidi ciecamente del tuo amico. Sai che ti vuole bene e non scapperà coi tuoi soldi.

b – La seconda implicazione è che il tuo amico sia assolutamente incorruttibile.

Perché incorruttibile? Perché se arriva quella famosa mail con quella famosa offerta potresti lasciarti vincere dalla tentazione e implorare (o corrompere) il tuo amico affinché ti restituisca il portafogli. Se il tuo amico cede alla lusinga, ancora una volta spenderai i tuoi soldi. La situazione è migliorata rispetto al primo caso ma la riuscita dell’operazione è tutta nelle mani di colui che hai scelto come garante dei tuoi risparmi.

3 – La terza opzione è quella di affidarsi alla blockchain. E com’è possibile? Con uno Smart Contract, come abbiamo visto per Etherisc. Prendi i tuoi risparmi e li metti in uno smart contract.

Questa volta il codice dello Smart Contract è ovviamente diverso dal codice usato per il rimborso dell’assicurazione, ma il principio è esattamente lo stesso.

Il codice dello smart contract per il Black Friday dice: “se ricevi dei soldi da un account, trattienili e non restituirli fino a che non sarà finita la settimana del Black Friday. Una volta passata la settimana del Black Friday, se il proprietario dell’account richiede la restituzione dei soldi, allora restituiscili”.

Ecco come la blockchain salva i tuoi risparmi

Lo smart contract non ti restituirà mai i soldi prima del dovuto. Non può farlo perché esegue il codice. Se nel codice c’è scritto che non puoi riavere i tuoi risparmi durante la settimana del Black Friday, i soldi resteranno lì dove li hai depositati. Nel momento in cui termina la settimana del Black Friday, se richiederai i soldi, ti verranno resi.

E se il tuo amico non ci crede che tu non abbia speso nulla durante il Black Friday?

Tu puoi dimostrarlo senza problema perché si trova tutto scritto su blockchain.

E sulla blockchain, una volta che qualcosa è stato scritto non può più essere cancellato o modificato (ricordi? non puoi cancellare i tweet).

A questo punto potresti obiettare:“Ma se lo Smart Contract esegue un codice, posso sempre andare a modificare il codice e riprendere i miei soldi quando voglio?! Giusto?”. No.

Il fatto è questo: quando uno smart contract viene caricato su blockchain viene fatto attraverso un tweet che ne contiene il codice.

Come abbiamo già visto, un tweet non può più essere modificato o cancellato.

Immagina lo smart contract come un contratto cartaceo stampato in A4. Puoi distruggerlo? Puoi modificarlo? Si, volendo potresti.

Ora prendi il contratto, fanne 1000 copie e distribuiscile a 1000 persone diverse. Quale contratto devi modificare per farti restituire i soldi? Qual’è l’originale?

Questo è un po’ il concetto di registro distribuito.

Facciamo un ultimo passaggio su questo aspetto perchè è molto importante.

Trasferire valore

4) Fotocopia una banconota da 5€ e spediscila ai tuoi amici

Immagina ora di prendere una banconota da 5€ e farne una scansione in pdf.

Ammettiamo che d’ora in poi siano tutti d’accordo che chi possiede il pdf sia in possesso del valore rappresentato dalla banconota.

Se invii la scansione al tuo amico Marco con il seguente messaggio: “ti regalo 5€, spendili come vuoi”, è come se gli avessi ceduto 5€.

A questo punto però nulla ti vieta di prendere la stessa scansione del pdf, e di inviarla anche a Stefano, e poi anche a Luca.

Immagina ora che appena Marco riceve il pdf, lo inoltri immediatamente ad altri suoi amici. In pratica tutti possono spendere più e più volte gli stessi 5€, anche contemporaneamente. Sarebbe il caos.

Questo è il problema del double spending, spiegato in parole semplici.

Qual è il primo pdf, l’originale, adesso che ne circolano molte copie tra di loro indistinguibili? E chi ha l’effettivo possesso del valore dei 5€ ora che ne circolano così tante copie?

I file digitali possono essere copiati e trasferiti a piacimento.

E questo fatto, come abbiamo appena visto, rappresenta un bel problema.

Cosa fa blockchain per risolvere questo problema?

In parole semplici, la tecnologia blockchain permette di tracciare su un registro pubblico e distribuito a chi appartiene realmente un determinato asset (ad esempio il pdf dei 5€) in un dato momento, perché vengono registrate tutte le transazioni da un soggetto all’altro e non è quindi possibile che un soggetto trasferisca la proprietà di uno stesso bene per più di una volta.

Ovvero, ogni account può trasferire un bene solo se ne è in possesso, e dopo averlo trasferito ne perde il possesso.

In questo modo, tornando all’esempio, è come se  avessimo scritto col nostro solito tweet: “Trasferisco il possesso di questo pdf, che rappresenta il valore di quei 5 euro, a Marco”.

A questo punto solo Marco potrà disporre di quel bene virtuale, ad esempio cedendolo a Fabio con un altro tweet.

Dove sono scritte queste transazioni? Su un registro:

  • pubblico: chiunque lo può consultare
  • distribuito: come le fotocopie in A4 del nostro smart contract
  • immutabile: nessuno può cancellare i tweet già scritti
  • incorruttibile: nessuno può andare a modificare i tweet né corrompere lo smart contract, ad esempio per farsi restituire i soldi per il Black Friday

Solamente Fabio d’ora in poi potrà usare quel pdf ed il valore ad esso associato, finché anche lui non lo cederà a qualcun altro.

Nota bene: il tutto avviene senza necessità di passare tramite una banca o un ente terzo che garantisca e certifichi le transazioni. Lo scambio di valore può avvenire direttamente tra due soggetti qualsiasi.

5) Ecco cosa abbiamo imparato sulla blockchain

Tra un tweet e l’altro, grazie al nostro Twitter speciale, abbiamo visto tutti i concetti fondamentali che riguardano la blockchain.

Proviamo a fare insieme un breve riepilogo per trattenere i punti principali.

Un registro immutabile e incorruttibile

Grazie a questo post abbiamo scoperto che la blockchain è un registro su cui vengono scritte delle informazioni, dei tweet. 

Tutti possono scrivere informazioni sulla blockchain e nessuno può cancellare le informazioni già inserite nel registro. Una volta che hai twittato, non puoi più tornare indietro. Non puoi impedire a nessuno di twittare.

Un registro pubblico e distribuito

Il registro della blockchain non si trova in nessun posto particolare e non ne esiste una sola copia ma tante copie. Chiunque, collegandosi al nostro Twitter può verificare cosa sta succedendo e leggere i tweet.    

Un meccanismo per trasferire valore

Grazie alla blockchain è possibile trasferire valore. Scrivo dei tweet in cui passo la proprietà di un asset di cui sono in possesso a qualcun’altro. A chi? A colui a cui appartiene l’account a cui voglio trasferire il mio asset.

Una volta che ho twittato il trasferimento del mio asset digitale, quest’ultimo non è più in mio possesso e quindi non posso più disporne.

Programmare il trasferimento di valore

Grazie agli Smart Contract posso fare in modo che il trasferimento di valore da un account all’altro sia programmato secondo delle regole che scrivo tramite codice e che posso poi caricare su blockchain. Ovvero scrivo un tweet che contiene uno Smart Contract che tutti possono verificare. Lo Smart Contract può scrivere a sua volta dei tweet per il trasferimento di valore in base a delle regole che sono verificabili e che ho scritto nel codice.

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